Una tavola apparecchiata, tre persone, un’assenza che preme contro le pareti di casa. Brian, sua moglie Alice e sua sorella Maisie consumano i minuti aspettando il ritorno di Susy dall’Australia. Ma il tempo, in questa stanza, non scorre in linea retta.
Il dialogo, inizialmente quotidiano, si sfalda per lasciare emergere un sottobosco di non detti e tensioni latenti. La realtà si frantuma come un cristallo: la scena si ripete, si interrompe e riparte, oscillando tra il moto perpetuo di un carillon impazzito e il “rewind” ossessivo di una pellicola cinematografica. In questo multiverso domestico, la porta non rivela mai chi dovrebbe: al posto di Susy irrompono figure assurde, proiezioni di esistenze parallele e possibilità mai realizzate.
Attraverso una messa in scena cubista — dove lo spazio è frammentato in tre punti di vista simultanei e i personaggi cambiano volto e interprete — il gruppo Recit-arTe T-Lab Teens affronta una sfida teatrale estrema. Un viaggio labirintico che trascina lo spettatore verso un parossismo finale, dove tutte le versioni del reale collidono, costringendoci a chiederci: cosa definisce ciò che siamo? La verità, o l’infinità di ciò che avremmo potuto essere?
Quando? Venerdì 5 giugno, ore 21.00
